Aldo Marello ripercorre 40 anni tra tambass e balon.
UN CAMPIONE AL MESE Dal «mancino» Verrua a Mara ricordando anche chi non c’e’ piu’ ma resta nella galleria del mito
Dodici mesi con altrettanti protagonisti della storia del tamburello: Emilio Medesani (gennaio); Carlin Verrua (febbraio); Franco Calosso (marzo); Armando Pentore (aprile); Celestino Ponzone (maggio); Franco Capusso (giugno); Marino Marzocchi «Mara» (luglio); Fulvio Natta (agosto); Giancarlo Marostica (settembre); Dante Ongaro (ottobre); Renatino Gerbo (novembre); Luigino Materozzi (dicembre). Il calendario dei campioni (”costo 6 euro, ma se ricevo ordinazioni in blocco faccio lo sconto”) in vendita nelle librerie e nelle edicole astigiane, e’ di uno che quanto a «pagine di gloria raccontate sul campo» non e’ secondo a nessuno: Aldo Cerot Marello, a 61 anni compiuti e un tamburello che resta piu’ che mai saldo in pugno ad onta dell’eta’, si e’ cimentato in quest’ultima sua piccola-grande fatica, a meta’ tra il letterario e l’amarcord. Ha dato spazio e immagini a giocatori che hanno fatto la storia del suo sport, con il solito ruspante e contagioso entusiasmo. Li ha descritti come solo lui poteva fare: visti dalla parte del campo, non da spettatore, ma da compagno di strada. Il «grande Aldo», dalla barba e dai capelli ora cotonati, continua a navigare a vista, eterno ribelle dal cuore di ragazzo: la sua e’ una splendida avventura di uomo e di (ex) atleta, come lo fu quella di Pino Morino, la «memoria» del balon che di Cerot fu il miglior amico e viene ricordato in questo calendario con il faccione gaio, la stazza rassicurante, emblema di uno straordinario fuoriclasse della bonta’. Cerot in questo «romanzo dei 12 mesi» tamburellistici ha sparso, a manciate, foto di «vecchie glorie», di balo’n e tambass, superando i confini stabiliti tra i due sport. Ecco spuntare l’inarrivabile Manzo e con lui «Cichin» Gioetti, il meno vincente dei fuoriclasse di ogni tempo, uno che poteva battere chiunque, ma non vinse mai il Tricolore di balon. Come uno Stirling Moss, per esempio, artista del volante, che in Formula Uno non vesti mai l’iride. Ma la galleria dell’epos risplende in ogni mese: ecco Ardingo Garetto da Azzano, Aldo Calosso Canunet da Portacomaro, il Castell’Alfero del Comandante Caldera, Bertola e Berruti, Policante, Ercole Quilico, Uva, Besso, la pantalera a Monforte, il Cerrina di Riolfi e Barlottini, l’Ovada di Caneva, Adriano Fracchia, indimenticato «patron» del Grazzano, il portacomarese Francesco Durando, i giornalisti Franco Piccinelli e Carlo Cerrato. E poi loro, i 12 campioni del mese: il grazzanese Medesani, il piu’ vincente del tambass a muro, i tre portacomaresi Carlin Verrua (il mancino), Celeste Ponzone (battitore divino), Franco Capusso (il bombardiere), i castell’alferesi Franco Calosso (classe allo stato puro) e Armando Pentore (l’altro battitore accarezzato dal vento degli dei). E Mara, «il piu’ grande», come un Coppi o un Merckx, Fulvio Natta (uno dei piu’ giovani in questa galleria di fenomeni); e Giancarlo Marostica, l’ingegnere-airone di Cremolino, o Dante Ongaro, «lo straniero» che fece sognare Moncalvo con le sue battute. Fino a Luigino Materozzi, il cerrinese che domina nell’attuale tambass e, per chiudere, Renatino Gerbo il campione-mite venuto da Tigliole, rapito alla vita in uno spaventoso incidente stradale nella Pasquetta del 1984, mentre stava andando a giocare a San Giorgio Monferrato. Il «calendario di Cerot» e’ un viaggio nella memoria sferistica: ripercorre un cammino lungo di anni, decenni, nella storia del tambass ma anche del balo’n di paese. Foto e storie che sono «coriandoli» di Langa e Monferrato, strappati all’obli’o, destinati ai confronti, ai paragoni, a far discutere. L’estate e l’inverno, la primavera e l’autunno dei campioni. Anche di chi non fu vero asso: ma ha lasciato una traccia sui campi di polvere, negli sferisteri inondati di sole e passione paesana, tra aneddoti e leggende. Tutto passa, ma in queste pagine patinate Cerot riesce a rimescolare le carte senza l’assillo del tempo, tra la galaverna e le rose di maggio. I campioni restano sempre li’, con le loro storie intinte nell’archivio dei ricordi di Cerot, cornici «viventi» di foto mai ingiallite. Gli sferisteri come un’abbagliante cometa.
FRANCO BINELLO (La Stampa – Asti)
Nota importante:
Aldo Marello per continuare la sua meritoria opera divulgativa è alla ricerca di vecchie fotografie di tamburello e di sferistica in generale.
Chi fosse interessato alla collaborazione o desiderasse avere maggiori informazioni sul progetto, può contattarlo tramite mail: certouno@libero.it
1 febbraio 2010 alle 17:13 |
La mail per mandare le foto è sbagliata, deve essere:
certouno@libero.it
1 febbraio 2010 alle 17:43 |
Scusatemi, adesso è corretto
31 luglio 2010 alle 14:23 |
Grande Aldo Marello (Cerot) il connubbio tambass e balun è una bellissima cosa sai che amo tutte e due al balun me la cavo, al tambass sei nettamente superire ciao carissimo
17 dicembre 2011 alle 11:21 |
Sono il figlio di Benito Barlottini, mi sarebbe piaciuto aver visto mio padre giocare a muro.
Lui ha giocato nel Cerrina e nel Cerrina Valle 1968-69.
Parlando con il presidente del Gabiano mi ha detto che era un fenomeno. Si trovano delle foto dell’epoca?
6 maggio 2012 alle 10:36 |
Ho avuto la fortuna di conoscere Cerot proprio in merito a questo progetto: anche qui nell’Ovadese (io sono di Basaluzzo) stiamo facendo ormai da 3 anni lo stesso lavoro di raccolta riguardo alla storia del tamburello nelle nostre zone.
Fortunatamente collaboreremo proprio con Cerot, ma se qualcun’altro avesse il piacere e la possibilità di aiutarci prego vivamente di scrivere a lorenzo.sant@alice.it
Grazie
Lorenzo