OPEN / Presentazione stagione 2010. Dal Tamburello d’Oro verso quello coi 15 pesanti

Lo scorso anno in sede di presentazione della stagione appena conclusa eravamo stati di manica larga parlando addirittura di sei regine, a corollario di un torneo indecifrabile ed equilibrato.

Come tutti sanno i fatti sono andati diversamente con l’ennesimo grande slam del Callianetto, la ringiovanita squadra astigiana ha trovato subito l’amalgama e per converso le avversarie non hanno opposto grande resistenza. Quest’anno memori della scottatura succitata affrontiamo l’argomento con toni drastici e disillusi, probabilmente la soluzione starà nel mezzo, con una sola domanda da porre “Riuscirà di nuovo il Callianetto a centrare il grande slam oppure concederà un po’ di gloria anche agli altri?”.

Tutto fa propendere per il sì: un fondocampo stellare (Beltrami-Pierron), la migliore coppia di terzini (Cavagna-Previtali) ed al centro il giocatore dell’anno Samuel Valle. Una macchina da tamburello che rasenta la perfezione. Unica novità in panchina è l’ovadese Saverio Bottero, utile per far rifiatare qualche 15 i fondocampisti nel corso di una stagione che si preannuncia lunga. Con la solita lungimiranza la squadra inizierà l’affiancamento per far crescere due dei più promettenti giovani in circolazione, al secolo Davide Gozzellino e Guglielmo Ulla. Novità di quest’anno un torneo notturno con le prime quattro squadre del girone d’andata portando così a 5 le competizioni necessarie per vincere il grande slam. Questo torneo chiamato per esigenze giornalistiche Tamburello d’Oro si disputerà a luglio a Callianetto, quindi al riparo da sorprese. Con il consueto fiuto imprenditoriale e facendo tesoro dell’esperienza dell’ultima Coppa Italia, il patron del Callianetto Alberto Fassio si è reso conto che il futuro del tamburello spettacolo è nelle sessioni notturne. Per porre rimedio allo strapotere degli astigiani si potrebbe addirittura istituire una Coppa d’Appello riservata alle squadre finaliste. A livello tecnico la svolta del tamburello open potrebbe arrivare dallo sviluppo dell’idea sulla carta molto interessante introdotta dal Trofeo Valpolicella ovvero la possibilità di assegnare dei quindici che valgono doppio nelle zone più difficili del campo.

Per adesso, nelle due striscie che partono dalla mezzeria terzina per una larghezza di 4 metri nelle laterali verso il centro e si dilungano per 12 metri azzerandosi nei lati lunghi, ma si potrebbe anche prendere in considerazione la possibilità di introdurle negli ultimi 5 metri dove c’è l’area della battuta. Dopo una seria sperimentazione, col contributo attivo di giocatori e tecnici, il tamburello col raddoppio punti potrebbe essere la svolta per ridare interesse al nostro sport. La capacità di rinnovarsi è la chiave del successo come ci conferma la rivoluzione epocale della pallavolo che da disciplina di eterni cambi palla cambiò pelle diventando più dinamica e spettacolare. Sempre da questa disciplina si dovrebbe attingere  il nuovo sistema di punteggi (con i set e cambi di battuta) consentendo così di poter premiare i colpi d’autore,  metodo che Mario Bellini sta cercando di introdurre nell’indoor.

A contendersi la seconda posizione o per raccogliere le eventuali briciole del Callianetto vi segnaliamo tre formazioni: il Mezzolombardo, il Cremolino e il Solferino.

I trentini sono la squadra che negli ultimi anni hanno impegnato maggiormente gli astigiani. In casa giocano alla pari coi fenomeni, però pagano dazio per un rendimento altalenante in trasferta. Per essere l’anti Callianetto forse serviva un giocatore come Teli o Stefano Tommasi utilizzando Joris nei turni di battuta. Tornando alla realtà è stata rinforzata la prima linea col giovane Federico Gasperetti ed il più navigato Stefano Gelli, in grado anche di dare il cambio a fondocampo. Tutto il gioco del Mezzolombardo, il più spettacolare da vedere, è finalizzato a foraggiare la bocca di fuoco di Manuel Festi, centrale attualmente una spanna sopra gli altri.

C’è grande euforia a Cremolino per la squadra allestita quest’anno. Le aspettative su Riccardo Bonando ricordano quelle di Castelferro quando si puntò forte sul giovane Alessio Monzeglio, subito i risultati furono ottimi (scudetto e Coppa Italia) ma poi per problemi caratteriali il vignalese buttò via il biglietto vincente della lotteria, a beneficiarne fu Manuel Beltrami che si trovò ad essere l’uomo giusto al posto giusto. Le riserve su Bonando non sono di questo tipo visto che ha grinta da vendere ma di carattere tecnico: poca esperienza in A (2 retrocessioni su 2 partecipazioni), un colpo troppo leggero per il tamburello di vertice e con l’incognita della tenuta alla distanza. Lieti di essere smentiti, la società si aspetta da lui quel quid che è mancato con Ferrero. Dalle prime uscite ha già dimostrato di coprire molto bene una buona porzione di campo.

I confermatissimi Riccardo Dellavalle e Andrea Petroselli volevano un progetto a lungo termine e sono stati accontentati, è arrivato pure il polivalente Ivan Briola, dopo aver perso un anno a fare l’inoperoso sesto uomo a Callianetto. Logico che alla società astigiana alle prese con l’amalgama di un team nuovo interessava subito vincere, lasciando nel cassetto gli esperimenti. Il giovane di Cortanze dovrebbe fare il terzino in coppia con Cristian Valle, col bonus che può essere anche impiegato in mezzo o dietro.

Il Solferino ha pagato a caro prezzo col deludente settimo posto la rinuncia a Perina, venendo così a mancare un fondocampista nel caso servisse Stefano Tommasi in mezzo. Quest’anno tornano ad avere un mezzovolo di vaglia come Franco Zeni, per concretizzare la grande mole di gioco confezionata dal duo Mariotto-Tommasi.

Adesso la seconda fascia, con le squadre che non dovrebbero aver problemi ad entrare negli otto e staccare così il biglietto per l’evento dell’anno, la Coppa Italia a Medole (MN). Confidiamo in Sommacampagna, Cavriana e Medole. I veronesi si sono indeboliti dalla partenza di Franco Zeni rimpiazzato da Graziano Coati, scelta che non ci convince del tutto e non ci sorprenderemmo se in corso d’opera diventasse Teli il centrale. Tra le cose liete la guida tecnica a Renzo Tommasi ed il ritorno ad alti livelli di Gigi Sottini, bandiera del Borgosatollo. Dovrebbe confermare quanto di buono fatto vedere lo scorso anno la Cavrianese, bella realtà soprattutto se Fanzaga resiste allo scorrere delle primavere, mentre Lorenzo Gasperetti è cresciuto molto negli ultimi anni con in più la fortuna di avere trovato un mezzovolo giovane e forte come Luca Festi. L’ossatura è quella collaudata dello scorso anno col solo cambio di terzino (Simone Brignoli al posto di Federico Gasperetti).

Veniamo alla colonia piemontese di Medole, a fondocampo l’interessante coppia Ferrero-Merlone col vantaggio che il giocatore di Cinaglio potrà giocare a sinistra, sua posizione preferita. Ci aspettiamo molto da Daniele Ferrero, facile capro espiatorio per il soltanto secondi di Cremolino ma anche qui sarà sotto pressione visto che organizzando la Coppa Italia in casa è d’uopo fare bella figura. Squadra di fondocampisti di cui uno dovrà giostrare a mezzovolo, il predestinato è Alessio Monzeglio con Gigi Bertagna come vice, vista l’esperienza e le doti di uomo spogliatoio. Davanti Andrea Di Mare dovrebbe trovare più spazio facendo copia con l’altro titolare Walter Derada.

Ora veniamo all’interessante scudetto dei poveri ovvero l’ottavo posto per Medole 2010, scelta non facile noi azzarderemmo Malavicina ma per avere lumi interpelleremo i nostri competenti lettori.

Negli ultimi due anni questa vittoria simbolica è stata del Ceresara, vedremo se non c’è il due senza il tre, squadra rinnovata con a tempo pieno il giovane Graziano Perottoni, esploso la scorsa stagione, a far coppia con Angelo Beltrami. Anche il mezzovolo Luca Corradini è trentino, vedremo se ha ancora lo smalto dei tempi migliori oppure è destinato verso un ruolo da nonno vigile.

Il Fumane ha confermato Bortolamiol ed apportato due importanti varianti, a fondocampo Chesini è stato sostituito da Boldo che lo scorso anno faceva il jolly (da verificare se è un cambio alla pari), mentre è un bel colpo l’innesto al centro di Antonioli al posto di Coati. L’impressione è che ci sarà da stringere i denti per salvarsi.

Veniamo al Carpeneto a gestione familiare, in cerca di una salvezza meno sofferta dello scorso anno e di qualche colpaccio a sorpresa. Dietro un bel mix fra la quantità di Paolo Baggio e la qualità di Luca Baldini. A disposizione, per farli rifiatare o se l’esito della sfida imponesse di avanzare Baldini in mezzo, il collaudato Daniele Perina. Alessio Basso torna a fare il centrale titolare nella massima serie dopo gli stenti delle ultime due esperienze (salvezza all’ultimo trampolino a Borgosatollo e l’inopinata retrocessione col Callianetto B), a copertura il fratello Daniele col bravo Ferrando. Direttore d’orchestra l’indaffaratissimo Mimmo Basso. Da segnalare la situazione particolare di un padre che allena i suoi 2 figli col rischio che la situazione possa sfuggire di mano. In questo caso il problema è solo teorico, infatti il tecnico è unanimemente considerato un uomo giusto e saggio oltre che un profondo conoscitore di uomini e cose del tamburello.

Altro mezzovolo sotto tutela è Andrea Marcazzan ritornato a Castellaro ancora guidato dal padre Piergianni. Per i campioni di B poco si sa sul rendimento del trentino Luca Robol, prelevato dal Noarna. Se la società di Arturo Danieli continua ad avere il solito fiuto di pescare campioni c’è da stare tranquilli altrimenti la situazione si complica e la salvezza può diventare una chimera.

A noi piace di più la vicenda di Alberto Tommasi fondocampista del Malavicina mentre il padre Bruno, che pure l’aveva seguito a Capitel, da qualche anno allena l’ambizioso Mezzolombardo.

Stessa ossatura della squadra che l’anno scorso dominò la B steccando solo la partita più importante (la finale contro il Castellaro) col veterano Flavio Isalberti e in mezzo l’efficace Nicola Zandonà, valido giocatore con trascorsi da rimettitore. Può tornare utile il ritorno al tamburello di vertice del tezino Alberto Crosato.  La formazione mantovana è allenata da Paolo Pachera.

Nota dolente di questa stagione è la mancanza di giovani debuttanti di valore, ad esempio Luca Ederle è andato a Bardolino in B per farsi le ossa mentre i piemontesi Belluardo oltre i già citati Gozzellino ed Ulla devono ancora fare la trafila juniores e cadetti. Per non correre rischi le società continuano a puntare forte sugli splendidi quarantenni come Teli, Stefano Tommasi, Petroselli, Dellavalle, Coati e via discorrendo. Un grande futuro dietro le spalle.

Luigi Musso

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.