FINALI DI TAMBURELLO – SERIE A INDOOR 2010
Intervista a Davide Cornacchia “veterano” della Fulgur Tamburello Bagnacavallo in procinto di partire per Guidizzolo (MN)
09 marzo 1998 – 20 febbraio 2010, dopo 12 anni la Fulgur Tamburello è ad un passo dal riportare lo scudetto di serie A “Indoor” a Bagnacavallo, Davide Cornacchia è l’unico giocatore ancora in attività appartenente a quel gruppo che fu in grado di conquistare, allora, quattro titoli italiani ed altrettante Coppe Europa nei dorati anni ‘90.
“Botta e risposta”
Domanda= come facciamo a far capire a chi legge cosa vuol dire 1998?
Risposta= mah, non so il Presidente della Repubblica era Scalfaro, negli States c’era ancora Bill Clinton ma per farla più facile era l’anno dei Mondiali di Francia ed il rigore di Di Biagio ci fece eliminare nei quarti da quel Zidane che poi vinse tutto;
D= bisogna per forza intendersi di calcio o politica?
R= aspetta, ora ci sono, ancora per quattro anni pagavamo tutto in lire, c’era la super e lambiva le 2000 al litro!
D= cosa è cambiato invece in questi 12 anni nel tamburello?
R= dunque a parte che ho fatto incetta di secondi quando non terzi posti, sicuramente tanti, tantissimi. Il 1998, anno del nostro ultimo trionfo, fu anche l’addio del 5 contro 5 come si gioca all’aperto; per uniformarsi alle regole internazionali infatti, la Federazione ridusse il numero di giocatori a 3, uno centrale e due posizionati a lato più avanti, con questo schieramento proprio non sono mai riuscito a vincerlo.
D= ma il gioco è veramente così differente?
R= il gruppo che dominava negli anni Novanta a 5 aveva caratteristiche di giocatori che non ci si confaceva invece al gioco a 3, un po’ la difficoltà a ripartire sostanzialmente da zero, l’età, la famiglia, il lavoro, in un paio di anni quel nucleo si è sciolto e sono rimasto solo io.
D= e ripartendo da zero, come avete colmato il gap con le altre squadre?
R= la prima decade del 2000 è stata dominata da due autentici fuoriclasse, prima Occhipinti di Ragusa, capace di vincere un paio di scudetti anche quando si giocava in 5 e poi quel Manuel Festi del Castellaro di Mantova che a mio avviso resta il giocatore più forte in assoluto che si sia mai cimentato in questa disciplina. Mentre il siciliano aveva tutte le caratteristiche per dominare a 3, quello che nelle nostre spiagge si chiama “racchettone”, a Marina di Ragusa si gioca col tamburello, al secolo tambeach, con tanto di tornei, montepremi, spiagge piene di campi etc… Bene il ragazzo è imbattibile pure in questa disciplina, immaginate che autentico felino sia sul parquet…,il trentino Festi è l’autentica rivelazione del ruolo centrale conteso dai migliori clubs che si dedicano all’open nella massima categoria.
D= ci è voluto un po’ di tempo, ma quest’anno lo avete battuto?
R= in realtà il gap col Ragusa lo avevamo colmato almeno da 3-4 anni, prima si perdeva male, poi si perdeva lottando fino in fondo, negli ultimi due anni abbiamo perso al tie-break che si disputa quando l’incontro finisce 12 pari. Il problema però era quell’altro nome di cui sopra…(Festi)
D= Festi? Ma il tamburello non è uno sport di squadra?
R= si. No. Cioè forse… Guarda nel nostro spogliatoio gira una filastrocca, prendi i primi due spettatori che passano dallo sferisterio, li schieri in campo con Festi e questo rischia di vincere lo scudetto… Insomma ogni anno sei sempre più vicino al Ragusa e quando te la giochi sostanzialmente alla pari, si presenta il Castellaro con la “novità Festi”.
D= non è stato sufficiente nemmeno questo a convincerti al ritiro?
R= penso che chiunque abbia lottato per 12 anni per raggiungere un obiettivo sappia bene quello che si prova. Quando perdi per dodici volte consecutivamente alle Final Four a fine manifestazione sei sempre li a chiederti chi te lo faccia fare, quando dopo il lavoro devi andare ad insegnare al sedicenne di buone promesse che sul 40 pari (nel tamburello non ci sono i vantaggi come nel tennis, ma il punto è secco, ndr) è meglio non cercare la prodezza nell’angolino ma costruirti e giocarti il punto con ‘la testa’, arrivano i giorni in cui vuoi farla finita. Ma non potrò certo giocare in eterno,ho sempre creduto in questi ragazzi ed i fatti mi stanno dando ragione, l’importante era non svegliarsi un domani col rimpianto di non averci provato. In 5 contro 5 vinceva il gruppo, da quando l’hanno messo in tre se lo sono giocato il Ragusa ed il Castellaro, ma erano i singoli Occhipinti e Festi a primeggiare con al loro fianco dei comprimari; a Bagnacavallo abbiamo 6-7 giocatori che possono tenere indistintamente il campo senza che la squadra si indebolisca, con il giusto mix di giocatori esperti e gioventù che si sono ormai tolti l’etichetta di eterne promesse. Vuoi le prove? Nove vittorie in altrettanti incontri, 27 punti in classifica, 36 giochi concessi complessivamente, in media fa un 13-4 in ogni partita, ma non sbagliarne nemmeno una, avere sempre le contromosse anche nelle giornate magari non proprio brillanti vuol dire che il gruppo è solidissimo.
D= dai, un pronostico secco, come finisce a Guidizzolo?
R= gli addetti ai lavori non avrebbero scommesso quella famosa lira su di noi, ma sai dopo tanti anni che ci provi la pallina sul 40 pari va finalmente a finire proprio nell’angolino… Hai ragione, ero proprio io quello che gli insegnava diversamente…
Giuseppe Baldini