E’ indubbio che nell’ultimo decennio sotto la gestione di Mauro Bellero il movimento del muro ha compiuto veri e propri passi da gigante. Le polemiche spicciole di questi giorni, su teste di serie ed il calendario della massima serie, pur fondate, sono ben lungi da mettere in discussione questi capisaldi altrimenti si rischia solo di guardare il dito e non la luna.
I critici, a differenza degli adulatori, cercano solo di dare un contributo costruttivo per far completare il salto di qualità evidenziando solo quelle che possono essere le criticità dove bisogna correre ai ripari, consapevoli che c’è il tempo e soprattutto la capacità per porre rimedio.
L’impegno personale di Bellero e dei suoi collaboratori è veramente fuori dall’ordinario con molto dispendio di tempo e di energie.
Tali sforzi si sono concretizzati diventando dallo scorso anno manifestazione nazionale con l’assegnazione del titolo tricolore. E’ stata incrementata la partecipazione dal punto di vista numerico risvegliando la passione dove sembrava sopita e recuperando atleti che altrimenti avrebbero appeso il tamburello al chiodo, con un formidabile sviluppo dell’attività giovanile e di quella femminile (con ben 3 serie allestite).
Ormai le società coinvolte sono davvero tante con nuovi lidi come Benevello nel cuneese e Casalborgone nel chivassese, con Bellero che confida in riconquiste come le Marche (già in atto con Mondolfo) e la Toscana ed espansioni per arrivare fino al Trentino.
Per una maggiore dialettica con le società in ambito decisionale sono stati recentemente cooptati nella Commissione muro nuovi consiglieri di realtà importanti come Grazzano, Grana e Portacomaro.
Dal 2011 si abbandonerà il discutibile e obsoleto criterio di assegnazione dei punteggi ai giocatori, determinato dalle valutazioni di un ristretto gruppo di esperti, passando ad un più equilibrato sistema matematico ancora più innovativo di quello già da tempo applicato nella pallapugno. Il titolo attribuito non più in una finale secca ma al termine di più sfide (andata e ritorno e se necessario della bella) consentirà alle protagoniste di godere alternativamente del sostegno del pubblico amico oltre che ad avere più cassa di risonanza nei mass media.
Si tratta dunque di fare sistema ed ovviare alla falsa partenza per riprendere il cammino per presentarsi ai nastri di partenza nel migliore dei modi.