Riepilogo della seconda giornata open (Massimo Elia)

La massima serie di tamburello ha preso ufficialmente il via tra sabato e domenica scorsi. Rinviata la prima giornata a causa della neve (verrà recuperata il 21 aprile, n.d.r.) sono andate in scena le partite del secondo turno. Anche stavolta però le condizioni meteorologiche ci hanno messo lo zampino e la partita di Cremolino, che avrebbe dovuto opporre la formazione di Viotti ed il Castellaro, non si è disputata a causa della pioggia.Positivo l’esordio del Callianetto nell’anticipo sul campo del Ceresara, mentre il Carpeneto di Mimmo Basso ha cancellato lo zero dalla casella dei punti all’attivo in classifica grazie agli undici giochi conquistati sul terreno del Malavicina. Baldini e compagni speravano forse in un avvio migliore, magari “bagnato” (è il caso di dirlo) da una vittoria, ma la compagine mantovana, inizialmente in svantaggio, riusciva poco alla volta a rimontare e ad operare il sorpasso. Sul risultato di 11 a 10 a favore dei lombardi il Carpeneto si aggiudicava un prezioso 40 pari, ma cedeva poi i successivi due giochi ai locali.

Spettacolo di grande livello a Medole, dove la compagine di casa, “targata” Asti, ha messo alle corde il quotato Mezzolombardo. Decisive nei momenti topici della sfida le battute del trentino Joris, rese micidiali dalla pioggia battente. Nonostante fosse debilitato da un attacco influenzale si è fatto apprezzare Manuel Festi. Convincente anche Botteon. Qualcosa da oliare nei meccanismi di gioco
del Medole, ma tutt’altro che negativa l’impressione suscitata dal team mantovano. La differenza tra Sommacampagna e Cavriana l’hanno fatta i quaranta pari, tutti eccetto uno conquistati dalla compagine di Renzo Tommasi. I veronesi hanno mostrato grande precisione di palleggio, limitando al minimo gli errori. Generoso il Cavriana, ma un po’ troppo frettoloso nel voler abbassare le traiettorie e chiudere gli scambi. Tutto come previsto a Solferino, con agevole vittoria del quintetto di Spazzini sul Fumane. In evidenza il nuovo mezzovolo dei mantovani Franco Zeni. Nelle file veronesi l’unico a meritare la sufficienza è stato Antonioli.

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