Il commento di Cerot al precedente articolo

Credo di aver letto e riletto la lettera dell’ignoto scrivente diverse volte e sono contento di essere stato chiamato in causa anche perchè ritengo che un pò di diatriba, qualche commento e qualche provocazione siano il sale, il condimento ideale per creare un pò di scompiglio in un ambiente destinato a chiudersi ai primi inizi dell’inverno. Ma andiamo con ordine. In primis: io non tirato in causa nessun giocatore salvo Manuel Festi, al quale,(in modo ironico e scherzoso, ci siamo chiariti) , ho ricordato le delusioni personali provate durante le sue esibizioni in queste nostre zone: in breve: qui da noi ha sempre giocato male, non confermando tutto quanto di buono si dice sulle sue possibilità. Punto e basta. E allora mi chiedo perchè il mio ignoto interlocutore abbia affrontato problemi e situazioni alle quali non ho mai fatto riferimento?Perchè ha voluto fornire spiegazioni e giustificazioni da me non richieste? La correttezza di Botteon? o di Dellavalle? o di Petroselli? o dei tanti che hanno cambiato casacca a metà torneo e forse anche prima? Tutto a prova di bomba perchè prima di imparare a scrivere, spero almeno decentemente, sono stato giocatore e capisco bene le esigenze societarie, che un giorno ti amano e l’altro ti buttano nel dimenticatoio. Tornando a Festi, gli ho solo ripetuto che un fuoriclasse, un fuoriclasse in uno sport come il nostro è merce rara, anche perchè noi non possediamo i mezzi giornalistici di arrapati priapisti sportivi che hanno il dovere specifico di creare o distruggere miti negli alti sport, a seconda di dove tira il vento, a vantaggio di una o di un’altra squadra: per noi i fuoriclasse sono linfa vitale e come tali dobbiamo conservarli: d’altra parte anche loro, e parlo dei grandi del tamburello, non devono deluderci frequentemante come invece è avvenuto negli ultimi tempi. Fuori luogo, poi, mi è parso il riferimento in merito a Manuel Beltrami, che sarebbe stipendiato dal patron Fassio, sia come impiegato che come giocatore anche perchè mi risulta che altri, molti altri giocatori abbiano accettato tale soluzione, vantaggiosa sia dal punto di vista sportivo che occupazionale. Per quanto riguarda i lunghi viaggi in trasferte poco vantaggiose per il nostro sport….beh..quello è un argomento che si deve chiarire con la Federazione Ufficiale : chi scrive ha fatto per almeno vent’anni il su e giù dal Piemonte a tutta l’Italia tamburellistica, affontando con interesse, gioia e passione i pericoli, le difficoltà, i cambi di orari e tutto quel che si vuole in merito. A 20 anni, o 30 ed anche oltre credo fermamente che non siano i succitati pericoli che possono alterare le prestazioni di uno sportivo che vuole e sa di vivere una vita differente: certo i rischi ci sono ma proprio perchè l’aria ed il vento stanno cambiando sarebbe meglio e ora di prendere le opportune prese di posizione. Naturalmente, con immutato affetto nei confronti di tutti i passionari del tambass sempre vostro Aldo Cerot Marello

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