Confesso le mie difficoltà per spiegare in poche parole il mio rapporto, non sempre facile, con Angelo nel breve ma ormai lungo corso del tamburello
piemontese, sovente mano nella mano altre volte su opposte barriccate a difendere delle “cose” nelle quali credevamo profondamente.
Mi pare inutile sottolineare come i momenti più esaltanti siano coincisi all’esplosione del fenomeno EdilConsat di Asti, a cavallo degli ’80, momento così eccitante per il tambass nostrano da costringere amministratori, tifosi e praticanti a costruire il Centro che ancora adesso si può ammirare sul Lungo Tanaro, oggi rimesso a nuovo dopo la paura della Grande Alluvione. Un EdilConsat della quale Angelo fu promotore e allenatore, assieme ad una serie di protagonisti/investitori, dei quali, direi troppi, rimangono solo nomi e cognomi, a titolo di ricordo. Da Gino Bellora a Giuliano Cravero, da Renato Ruscalla a Miroglio e tanti altri che ora non ricordo…e …poi giornalisti e fotografi come Marco Carbone, Felice Cornero e Bruno “Macho” Accomasso, tanto per fare qualche nome.
E fu proprio in quel periodo che ebbi i primi dissapori con Angelo che fece di me il capro espiatorio delle disgrazie della squadra, che voleva fortemente lo scudetto, e per qualche gara fui lasciato fuori rosa. Ma dopo il mio reinserimento ed un radicale cambiamento di formazione la squadra riuscì a realizzare un filotto di vittorie, vincere lo spareggio con Il Rallo di Trento, a Capriano del Colle, in quel di Brescia. Ricordo bene quel periodo perchè il quotidiano “La Stampa” mi chiese di scrivere un diario, dove settimanalmente nella “Battuta di Cerot” riferivo come giocatore/reporter sui risultati e sulle vicende della compagine. Sull ‘ultima pagina del diario scrissi con entusiasmo ” Questo Salmo finisce in gloria”. Per il mio lavoro ricevetti da parte della Direzione Generale de “La Stampa” una targa ricordo, ancora adesso appesa nella personale bacheca dei ricordi.
Seguì il distacco, già preannunciato, sino al prossimo riavvicinamento che coincise purtroppo con uno dei momenti più tristi del nostro tamburello. Angelo rimase fedele alla FIPT mentre io abbracciai la fede della nuova Federazione, FIGT, e per molti mesi il nostro rapporto fu quello
dei parenti/conoscenti/serpenti, senza affetto e senza odio, il peggior sentimento che si può provare in questo mondo. Seguirono anni di profonda tensione, di attacchi e di ritirate strategiche, di battute e controbattute tutte severamente in carta bollata.
Poi il tempo, per fortuna, mise come sempre le cose a posto e come avrebbe scritto Guareschi”…tutto ritornò come prima, con rimpianti e delusioni su entrambi i versanti”. In ultimo, complice anche un certo invechiamento, lasciammo da parte i vecchi rancori lavorando su più miti equilibri. Un giorno, sotto i portici del Cocchi, ci spiegammo, passeggiando tranquillamente, alcuni passi ancora poco chiari della nostra storia quali la mia sola convocazione in Nazionale ( capitano a Pezenas), sulla mia squalifica per “aver danneggiato l’immagine del tamburello” ed altre quisquiglie ormai fuori luogo. ” La verità – mi disse – non sta mai da una sola parte e la stupidità sta nel fatto che nessuna delle parti vuole ammettere le proprie manchevolezze”. Parole sagge da meditare in alto loco, dove si fanno e si disfano i governi, amicizie, coalizioni, interessi, gossip e stupidaggini d’ogni sorta per cancellare le cose davvero importanti dal dizionario della gente comune.
Ho rivisto Angelo circa due mesi orsono quando accettò di farmi da sponsor per la realizzazione del mio Almanacco.
Il mio rapporto con lui fu sempre sincero anche se non sempre condiviso, ma si sa come anche nelle migliori famiglie si compiano dei gesti
inconsulti, dei litigi magari per futili motivi senza peraltro incrinare il rapporto di fondo. Forse entrambi abbiamo cercato di forzare un tamburello
“mondiale” come tanti sport professionistici di oggi, cercando un modo per entrare nella storia passando magari dalla porta di servizio.. se abbiamo
vinto o perso ormai ha poca importanza, perchè il tamburello continua tuttora grazie all’avvicinamento dei molti giovani che lui apprezzava sinceramente… Anche per questo motivo è logico e giusto guardare al futuro con confortanti aspettative anche se procedere oggi, inutile negarlo, è molto più difficile di prima…vero Angelo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!