Fulgur, all’inferno e ritorno (Giuseppe Baldini)

La Fulgur Bagnacavallo perde l’imbattibilità dopo 22 successi consecutivi ma riesce a risorgere dalle proprie ceneri riaprendo un campionato che sembrava perduto.

Dopo aver ritirato sabato a Desenzano Del Garda lo scudetto indoor 2010, consegnatole direttamente dal Presidente della Provincia di Ravenna Francesco Giangrandi, i biancorossi entrano in campo domenica mattina contro i vice campioni d’Italia del Ragusa, ultima formazione ad averli sconfitti il 13 novembre 2009.

“In queste situazioni non è mai bello aggrapparsi a delle scuse”, dice il Direttore Tecnico Roberto Canalini, “tuttavia è un dato di fatto che giochiamo col nostro battitore che si è operato ad un dito della mano di gioco, in cui dovrà peraltro portare un chiodo per un certo periodo. Purtroppo nonostante il nostro ottimismo il suo gioco ne ha risentito e non poco, ma dobbiamo crederci fino in fondo, specie dopo l’impresa che abbiamo compiuto!”.

Eh già, perché anche se sembra paradossale, proprio di impresa si è trattato, “nel primo incontro Baldini Luca ha fatto veramente fatica a trovare i colpi”, continua Casalini, “ed i compagni sono sprofondati con lui. Nessuno ha veramente trovato continuità, il Ragusa si è limitato ad aspettare il nostro errore ed a punirci sistematicamente portando a casa un eloquente 13-7”.

I bagnacavallesi hanno avuto solo una partita di riposo per resettare, riordinare le idee e dare il meglio col Mezzolombardo, altra grande favorita per il successo finale, nella quale milita Manuel Festi, di gran lunga il miglior interprete a livello nazionale della disciplina.

“E’ mio compito continuare ad infondere fiducia ai ragazzi”, ammette Casalini, “tuttavia in tanti anni di sport non mi era mai capitato di dover ricaricare le batterie ad una squadra che aveva subito una simile batosta due ore prima ed a presentarla in campo decentemente. Per riprendersi da simili delusioni ci vogliono giorni e sedute di allenamento di solito, poi per forza ai ragazzi non riescono neanche i colpi più semplici e butti via mesi e mesi di allenamento, ma il tempo non c’era ed i primi giochi col Mezzolombardo lo dimostrano pienamente”.

Baldini e soci infatti riescono a portare a casa i primi due turni di servizi solo sul 40 pari, mentre Festi spara sciabolate da tutte le parti lasciando ai romagnoli un misero quindi in tre giochi, 3-2 Mezzolombardo, “non era solo il punteggio a punirci”, continua Casalini, “ancora una volta non riuscivamo ad imporre il gioco preparato negli allenamenti, sembrava che i ragazzi avessero dimenticato come si gioca a questo sport e ci tenevamo a galla solo con sprazzi di talento dei singoli e col cuore!”.

Il Bagnacavallo però cede il turno di servizio, va sotto 2-4 e fino al 5-7 non succede più niente, chi batte si aggiudica sempre il game, poi finalmente dopo quasi una partita e mezzo arriva fuori il primo segno di vita, “sul servizio di Festi siamo andati avanti 0-40, ma abbiamo sprecato ben 4 palle per il contro-break e, sotto 5-8, nel game successivo siamo andati a nostra volta sotto 15-40”, ricorda Casalini, “mandare Festi a servire sul 9-5 avrebbe voluto rimediare un altro 13-7 come in mattinata, quelle 3 palle break erano verosimilmente 3 match point. Siamo stati bravi a salvarle tirando fuori tutto l’orgoglio che abbiamo e da li in poi la partita è cambiata e si è vista quella squadra che aveva vinto 22 partite di fila!”

Il Bagnacavallo sale 6-8, perde con un game sfortunatissimo il 6-9 ma da li infila qualcosa come 5 giochi di fila per volare 11-9, “abbiamo completamente cambiato tattica di gioco, adeguandoci a quello che il Mezzolombardo stava facendo in campo, ma posso assicurare che nelle condizioni di emergenza in cui eravamo è il cuore più che la tattica a fare la differenza. Abbiamo perso il game successivo sul 40 pari quando andare a servire sul 12-9 voleva dire portarsi a casa 3 punti vitali, invece cambiando 11-10 sapevamo che se loro avessero fatto un altro game la nostra potenziale vittoria avrebbe avuto tutto un altro sapore perché dal 13-10 in giù chi vince si prende 3 punti in classifica e lo sconfitto 0, ma con 13-11 o 13-12 la posta viene spartita con 2 punti ed uno al perdente, per cui anche un nostro eventuale trionfo, seppure col sapore del miracolo, ci avrebbe cacciato a meno 4 dal Ragusa rendendo virtualmente inutile una nostra vittoria ‘piena’ il 20 febbraio, quando abbiamo il ritorno coi siciliani che avrebbero comunque potuto difendere un punto di vantaggio. Come in un film di Agatha Christie, dopo il facile 12-10 Manuel Festi è andato a servire e si è andati 40 pari. Un nostro punto avrebbe significato 3 punti in classifica e salvare il campionato, un punto dei trentini avrebbe portato il Mezzolombardo a quota 11, quindi una nostra eventuale vittoria poi sarebbe valsa solo due punti. E’ andata bene, questi ragazzi hanno veramente un cuore immenso!”-

Nell’ultimo incontro della giornata, sulle ali dell’entusiasmo, la Fulgur vola subito 11-1 coi veronesi del Sant’Anna portandosi a casa un successo agevole e potendo fare esordire in prima squadra anche la nuova promessa, il 14enne Fiori Alessandro.

Per la Fulgur hanno giocato, Baldini Luca, Baldini Roberto, Cornacchia Davide, Fiori Alessandro, Fregnani Luca, Mercatali Mattia, Ranzi Fabio, Rotondi Carlo. Direttore Tecnico Casalini Roberto, Direttore Sportivo Baldini Giuseppe. Addetto al cambio tamburina Fatou Diop.

Giuseppe Baldini

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