Il campionato di tamburello di serie A ha cambiato anno ma di fatto non ha cambiato i nomi dei papabili acquirenti alla poltrona finale. Dal turbo Callianetto sino all’altalenante Medole, passando per Carpeneto e Mezzolombardo, la rassegna assume i contorni già delineati in via di previsioni d’inizio torneo. Come a dire, secondo una nota formula matematica, che cambiano i numeri e gli addendi ma il risultato non cambia.E allora? E adesso, pover’ uomo, come scriverebbe Hans Fallada, cos’ altro ci resta da scrivere? Un primo spunto potrebbe giungere dal Medole che somiglia sempre più ad una boa impazzita come ha dimostrato impegnando allo spasimo il super Callianetto per poi calar le braghe di fronte ad un Carpeneto, sotterrato una settimana dopo in casa propria proprio da uno spumeggiante Callianetto, per il quale ormai tutti gli aggettivi sono stati usati per descriverne, la compattezza e le capacità globali di squadra e dei singoli.
Si sono giocati tanti big-matches tra le quattro “grandi” ed ancora una volta gli astigiani di patron Fassio sono ancora lassù da dove guardano per il decimo anno consecutivo la fila sgranata degli inseguitori, anche perchè i campioni hanno ancora dimostrato sabato contro il Mezzolombardo ( 13 – 5 ) di aver poca voglia di abdicare. Quantomeno interessante appare la lotta per accedere agli altri posti che contano per la poule finale, dando per scontata la presenza delle quattro compagini già citate. Movimenti ondulatori e sussultori fanno fluttuare la classifica un pò di qua e un pò di là. Buono sinora il comportamento del Cremolino-astigiano dei giovani e del Monte di Sant’Ambrogio, che secondo le dichiarazioni del Presidente vorrebbe nel giro di poco tempo scalare le classifiche per insinuarsi ben più in alto della posizione che ospita anche se l’attenzione del momento è rivolta verso la salvezza ad ogni costo. Difficilmente decifrabile il rendimento delle altre formazioni dove solo il Sommacampagna ed in parte il Malavicina riescono a dare continuità alle proprie prestazioni. Da rivedere le altre fra qualche settimana in attesa che il tempo prenda ritmi e temperature normali. E per finire una considerazione, non solo mia per carità, ma unanimememte condivisa dal pubblico presente durante la partitissima tra Carpeneto e Callianetto, che in realtà non c’è stata. La presenza di tanta gente a bordo campo, con annesso tifo da stadio d’altri tempi, con mass-media indaffarati a creare un’aureola di grandezza attorno all’avvenimento ecc ecc…..beh! si è persa un’occasione d’oro per una passerella che avrebbe potuto riconsacrare e portare il tamburello molto in alto . Peccato! La speranza è che altre simili situazioni non vengano più buttate alle ortiche perchè altrimenti per il nostro “tambass” d’elite sarebbe davvero dura riavvicinare gli interessati tifosi agli sferisteri, compresi quelli che vedono in una gara di tamburello una semplice occasione per un tranquillo week-end di puro spettacolo.