Eolo tradisce Roberto Carni

Moncalvo Carni a prima vista e da una prima lettura potrebbe essere il “Logo” di una ditta alimentare del capoluogo aleramico, in realtà è stata il titolo di una sfida lanciata dal 57nne Roberto Carni, castelferese d’origine, già buon giocatore ed ora moncalvese di adozione, alla squadra locale di tamburello di serie B. Uno contro cinque, dunque, un Tex Willer sportivo, contro i fuorilegge, con regole speciali studiate  a tavolino per intere settimane. La più importante: la battuta in “intra” valida per Carni sempre in battuta. A Moncalvo come succede nelle nostre splendide vallate, così ha pensato il buon Roberto, l’aria tira sempre da valle a monte, per cui basterà alzare la palla, superare la riga di fondo e…voila il gioco è fatto. Ma Eolo, dio dei venti, gli ha giocato un brutto scherzo e non solo non ha placato i suoi figli ma addirittura ha imposto di soffiare contro la battuta, per cui tutto il palinsesto della rappresentazione è finito a carte quarantotto. Senza terra di nessuno, con il morale sotto i piedi Carni ha incominciato il suo “show” personale, tra il delirio dei suoi vocianti e rumorosi tifosi accorsi in massa. Ma…. inutile, la palla partiva rapida tal tamburello prima di spegnersi nell’opposto fondocampo, troppo lontana, però, dall’ ultima linea.
Nell’intervallo un pò di paura per un fiotto di  sangue uscito da un dito ferito da un galletto di ferro, ma pronto rientro nella norma con un cerotto e nastri da tubolari.
Ad un certo punto la magnanimità degi avversari ha permesso allo stremato avversario di prendermi come aiuto, ma i giochi erano già fatti per cui la tenzone è stata dichiarata chiusa dall’arbitro Garretto di Azzano per 19 a 6, dopo alcuni colpi di Igor vicino al torrione, sottolineati agli spettatori con “buuuuuuuuuu” di disapprovazione. Carni rassegnato!!!!!!! Ma neppur per sogno e già dopo la doccia intratteneva i suoi fans sulla prossima sfida he senz’ altro si farà prima della fine dell’anno, magari con qualche piccolo cambiamento regolamentario sul quale è troppo presto parlarne.
Tutti felici, dunque, compreso i perdenti, con tanti ricordi personali di simili sfide negli anni eroici del tambass nostrano: dispute con carichi di macchine da verderame sulle spalle, con le carriole cariche di “balot” , e ancra con bottiglie piene d’acqua legate alle caviglie ed ai polpacci o come quella che meglio ricordo verso il 1971, sulla piazza di Moncalvo tra il sottoscritto  “legato” al polso di Pierino Tirone, allora capo servizio al Dispensario di Asti, contro Delio Accornero e Piero Frosa. Ai 16 vincemmo noi a 5. L’epilogo fu simpaticamente tragico perchè l’indomani ad una mia telefonata in Ufficio per chiedere notizie sulla salute del mio collaboratore mi fu risposto da una simpatica signorina che il medico condotto della Mutua gli aveva prescritto 15 giorni di assoluto riposo:altro che sbornia!!!!!!!!!!!!!!!!

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