Il calendario metteva di fronte domenica lo scontro “clou” del Torneoa Muro del Monferrato tra il Grana ed il Grazzano, formazione quest’ultima con l’acqua alla gola causa alcuni risultati che hanno finito per estrometterla dalla corsa verso la poule finale. Nonostante la situazione degli ospiti c’erano tutte le garanzie per uno scontro all’altezza, visti i giocatori che le due squadre sono in grado di far scendere in campo. Invece niente di niente, con il Grana che senza colpo ferire parte di gran carriera e fa sua la gara senza alcuna reazione da parte degli avversari lontani da una forma anche fisica per lo meno accettabile. Alla fine il risultato di 19 a 9 la dice lunga sulla gara, senza discussione. Gli stessi dirigenti grazzanesi, con i quali ho discusso al termine della gara, sono stati in grado di spiegare questo incredibile tracollo collettivo. Diciamo subito che l’infortunio di Edo Biletta ha finito per condizionare tutto il campionato, anche perchè ha costretto Matteo Gandini, giovane talentuoso ma poco esperto dei muri monferrini, ad entrare subito nel ruolo di centrocampo, difficile e decisivo come pochi altri. In principio il “castelferrese” ha tenuto la posizione anche con notevole disinvoltura ma con il trascorrere del tempo la resposabilità e la poca
esperienza hanno finito per diventare un grosso macigno sulla sua strada condizionando le sue prestazioni in modo decisivo.
Di conseguenza anche due fuoriclasse come Materozzi e Bicocca hanno iniziato ad avere lacunose pause preoccupanti per il loro potenziale tecnico, veri vuoti di memoria ed il gioco si è fatto farraginoso, poco incisivo, poco profondo, inframezzato da falli davvero ingiustificabili. A questo bisogna aggiungere un pizzico di sfortuna che non manca mai quando le cose devono andare su binari diversi: sfortuna, intendo, sopratutto per le 4 sconfitte rimediate a 17 ed una a i 16, che hanno dato un colpo mortale alle loro primigenie ambizioni. Ora i giochi sono fatti e Moncalvo, Grana, Tonco e Portacomaro giocheranno al riparo da ogni sorpresa per aggiudicarsi i posti migliori che condizioneranno le scelte per la poule finale a 4. Al Grazzano che come curriculum non è certo inferiore alle quattro sopra citate, si chiede comunque di finire il torneo in modo elegante e dignitoso, cercando di non entrare in campo solo per fare comparsa, perchè il blasone va difeso ad ogni costo, per i dirigenti, per i tifosi o anche per quei semplici vagabondi di collina desiderosi di gustare un pomeriggio diverso. Per intanto giocatori e dirigenti devono subito fare un esame di coscienza a mente serena per trovare la cause e subito i rimedi per presentarsi decorosamente
al prossimo torneo, che dovrà vederli protagonisti perchè la resa di quest’anno, in questo modo, è stata davvero preoccupante.
Aggiungo e finisco: recuperare subito Edo Biletta, sia dal punto di vista fisico sul quale non mi pronuncio per mancanza di dati certi ma soprattutto dal lato psicologico perchè quello visto domenica a Grana mi è sembrato uno spaesato pulcino fuor d’acqua, rassegnato oltre misura per l’attuale incapacità di essere utile alla squadra. Per ora è tutto, alla prossima e come sempre ” Buon tamburello a tutti”. Cerot