Come sempre Buon Tamburello a tutti, anche se frase mi è stata “copiata” e “rilanciata” dall’ amico Ace di “13° gioco” ed ampiamente diffusa nelle Regioni a Statuto” tamburellistico: gli ho concesso l’imprimatur di usarla con grande gioia per entrambi. Bene! e veniamo al dunque. Avete, immagino, letto il titolo piuttosto impegnativo ma questa volta penso sia un titolo davvero azzeccato. Succede che per esigenze sportive le gare del mio Alegra Settime si svolgano in prevalenza al sabato e questo mi da la possibilità di frequentare il resto del tambass nei giorni festivi e comandati. Ultimamente ho seguito il Tonco, impegnato in casa contro il Grazzano ed in trasferta a Rocca d’Arazzo. Nel Tonco gioca un ragazzino di origini montechiaresi con importanti parentele tamburellistiche, chiamato a sostituire un uomo importante come Bicocca, con il
pesante bagaglio di farlo rimpiangere alla tifoseria tonchese alla quale ha dato titoli, gloria perpetua ed onori. Il ragazzo si chiama Manuele (o come tutti dicono Emanuele [Aldo perdonami la citazione ma lui sa il perché], Manuel?, Manu?…..che noia questi nomi accorciati per questioni di comodità e di tempo…..) ed opera a fondocampo come battitore e atleta contro muro. Sono rimasto davvero impressionato dalla semplicità e dall’intelligenza del suo gioco e sopratutto dal piazzamente che gli consente rimandi sia di destro che di sinistro laddove il “mancino” viene usato come dote naturale. Dunque, un ambidestro con i fiocchi, merce molto rara ancora oggi sotto i bastioni. Eppure il “campo” di Tonco non è facile per il muro in cemento di contenimento sul quale si appoggia una rete dura metallica che altera la direzione della pallina e sovente ne allunga le traiettorie. Il Nostro ha sempre capito la dinamica del doppio colpo giocando
davvero come un veterano. Sempre pronto a sostenere i colleghi, a prendere in mano la situazione nelle difficoltà, grintoso e taciturno per quello che basta per sollevare pareri positivi da parte dei tifosi. Non mi sento di dare consigli ma di constatare i progessi enormi di questo ragazzo, questo si, lo posso fare. Uno splendido esempio da imitare sopratutto per i più giovani che hanno bisogno di muse ispiratrici e miti da copiare per imparare. Manuele ha tutto oltre ad una calma splendida virtù che sovente aiuta a veder più chiaro anche in situazioni imbarazzanti. La carriera sarà lunga e ho notato il suo amore subblime per il tamburello. E mi permetto alla fine di ripetere il titolo di questa mia esposizione ma in fondo aggiungerò il punto esclamativo non per negare l’evidenza i rimangiarmi le parole ma per incitare il ragazzo a fare sempre meglio attraverso l’abnegazione ed il lavoro che alla fine paga sempre: purtroppo in questo periodo succede quasi esclusivamente nello sport, perchè nella realtà odierna la quotidianità è tutt’altro che positiva. E allora ecco il finale” E’ nata forse una stella?” In tutta sincerità io dico di si. Cerot