Grazzano fa ricorso ed è “guerra dei punti” con i campioni moncalvesi (La Stampa)

Il sentito derby aleramico tra Moncalvo e Grazzano, riedizione dell’ultima finale scudetto, ha lasciato in eredità non solo gioie e delusioni ma anche un ricorso. Quello che ha deciso di presentare la squadra del presidente Redoglia, appellatasi al giudice per vedere ribaltata la sconfitta decretata dal campo. Azione intrapresa dopo aver constatato lo sforamento da parte moncalvese del tetto massimo dei punti dei giocatori in rosa, fissata quest’anno in 2500. Due sarebbero quelli eccedenti nella distinta consegnata all’arbitro dal patron e direttore tecnico Francia avendo annotato i terzini Balliano, Ivano Monzeglio e Morrone con questi due ultimi accreditati di 20 punti ciascuno (non classificati nell’ultima stagione ma equiparati agli omologhi del retrocesso Trisobbio). Analoga questione era stata sollevata sempre dal Grazzano nella precedente partita disputata, e persa, a Portacomaro.

In quel caso l’inserimento di La Rosa aveva fatto sforare i biancoverdi fino a quota 2528. Ma quell’istanza venne rigettata in quanto giunta oltre i tempi previsti.
Tuttavia già nel primo caso il giudice arbitro del Comitato provinciale, il moncalvese Enrico Bacchiella, aveva manifestato più di una perplessità sulla fragilità del regolamento di fronte allo specifico caso. «E’ stata fissata la regola del limite nel punteggio che si è tenuti a rispettare nella composizione della squadra, ma all’infrazione di questa non è prevista alcuna sanzione». Se ne saprà di più dopo la riunione del Comitato del muro, col rischio che l’attuale graduatoria possa cambiare fisionomia.

Problema di cui si è discusso nella riunione di venerdì del Commissione del muro presieduto da Mimmo Basso. La parola ora passerà al giudice ma pare probabile la sconfitta a tavolino del Moncalvo. Sulla questione torna Roberto Gino, presidente del Comitato regionale nonché componente della commissione, cercando di fare chiarezza. «E’ vero che il regolamento non prevede una sanzione specifica, dando per scontato che la violazione di un dettame condiviso porti alla penalizzazione che è la sconfitta. Abbiamo forse peccato di sufficienza nel non puntualizzare la penalità, ma si è anche in una fase di transizione tra vecchio e nuovo regolamento». Colpa del Moncalvo aver inserito sei giocatori a punteggio nell’ultima distinta con sforamento di 8 punti. Ad inizio stagione il presidente Francia aveva chiesto alla commissione di quotare Morrone, proveniente dall’open, e gli sono stati attribuiti 20 punti sufficienti comunque a rientrare nel tetto dei 2500. Allora però non figurava Balliano, già quotato, che una volta iscritto è costato lo sforamento. Lo stesso Gino ammette che pure lui quale dirigente del Portacomaro di aver commesso un errore nella distinta nell’incontro col Grazzano. «In quel caso avevo iscritto La Rosa salendo a quota 2528. Fortunatamente il ricorso era stato presentato oltre i termini, ma ero pronto a subirne le conseguenze».

La difesa del Moncalvo. Di fronte alla matematica nulla da eccepire puntualizza il dirigente moncalvese Christian Accatino, ma puntualizza che il regolamento voluto quest’anno si era precisato avrebbe obbligato la vincitrice a cambiare i terzini. Cosa che abbiamo fatto ma ora ci viene impedito di non poter neppure presentarci in campo avendo in distinta la riserva dello scorso anno. Ad oggi uno tra Morrone, Balliano e Monzeglio non può essere inserito

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