Mi ero ripromessa che il silenzio è sempre d’oro ma ritengo opportuna una puntualizzazione.
Il Monale di cui mi pregio esser parte in qualità, non solo di giocatrice ma anche di dirigente-tuttofare, è fatto di ragazzi volenterosi e dotati i quali si sono meritati sul campo il privilegio di essere ammessi alla serie B nazionale. Ci sono voluti due anni per arrivarci, dopo la vittoria di un sudatissimo scudetto juniores 2008 e la gavetta in serie C con non pochi problemi (organizzativi e monetari). Il quintetto del Monale su cui “s’è abbattuto con la forza di un bulldozer demolendo ogni fragile ostacolo (il Filagomarne) che hanno cercato, o meglio, tentato di opporre” è costituito da ragazzi la cui età media è 25 anni, un gruppo di amici-cugini che NON percepiscono denaro il cui unico obiettivo è quello di portare in alto il nome e l’onore dei colori del proprio paese (come le tradizioni povere ed umili di questo antico sport vorrebbero), con due atleti titolari gravemente infortunati e che si occupano in toto della gestione della loro squadra, dall’organizzazione degli allenamenti, al passare/tirare il campo e fare le righe prima della partita.
Ritengo quindi grave ed ingiustificato che vengano sentenziati commenti su partite al cui cospetto l’autorevole “penna” che li ha prodotti NON è nemmeno mai stato presente.
Invito gli appassionati di questo sport, che mi porto nel cuore da quanto sono piccola, a vedere nell’atleta non solo la bontà del gesto atletico o il risultato finale di una partita di campionato ma a vedere anche tutti gli sforzi che sia l’atleta sia la società compiono ad ogni allenamento, partita o stagione e mi auguro che tutti i bambini, sul loro cammino di piccoli sportivi, possano approdare a società che credono che i giovani sono il vero futuro.
Alessandra De Vincenzi